La Gestione del Cambiamento e la necessità di Leadership – Karl Weick

In molte organizzazioni ci sono eccellenti persone, ottimi strumenti e solidi prodotti o servizi da offrire al mercato.  Tuttavia alcune di queste organizzazioni si trovano in una specie di paralisi o, al contrario, ogni uno corre dalla parte che crede corretta, senza pianificazione o coerenza.  Di solito, in questi casi, viene diagnosticato un problema di comunicazione, ma questo non è che una parte del problema principale:  La incapacità dell’organizzazione per gestire un contesto cambiante e modificare il proprio operato per sopravvivere.  Si è parlato molto di questo argomento, ma oggi vogliamo presentarvi un punto di vista attuale, che ci fa ripensare alle strategie adeguate per aiutare alle aziende a ritrovare la propria strada.

Karl Weick, esperto in studi sulle Organizzazioni alla Università del Michigan è autore di molti articoli e pubblicazioni che danno un nuovo approccio al mondo delle organizzazioni, in uno de suoi articoli analizza la tragedia che finì  con la morte di 13 vigili del fuoco alle prese con un incendio forestale.

Il 5 agosto di 1949, le autorità del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Montana ricevettero l’avviso di un incendio nel bosco di Mann Gulch.  Il posto era montagnoso e di difficile accesso, perciò si decise di radunare un team di vigili paracadutisti che poco si conoscevano tra di loro e si nominò uno di loro, con molta esperienza in quel tipo di situazioni, come leader.

Le informazioni che avevano, indicavano che quello sarebbe stato un lavoro di routine, che l’incendio non era grave e che seguendo le procedure normali lo avrebbero spento in poche ore.  Quando arrivarono all’area compromessa, il team si separò e ogni uno di loro iniziò con il a fare il proprio compito.  Pian piano la situazione cambiò e si trovarono con l’incendio che arrivava verso di loro senza controllo.  Il fumo era speso, le temperature troppo alte ed il rumore era così forte che non riuscivano a sentirsi tra di loro.

Il leader cercò di radunare il gruppo, incendiò un’area del bosco intenzionalmente e ordinò a tutti di lasciare gli strumenti di lavoro e di sdraiarsi nell’area consumata dal fuoco da lui provocato.

Davanti a un cambio di strategia così importante, di fronte ad una situazione poco conosciuta dal team, e così bizzarra, nessuno ubbidì.  Ogni uno cercò di salvarsi come poté.  Due vigili si nascosero dentro una  gretta tra le rocce e si salvarono.  Il leader, nel suo cerchio di ceneri, anche.  Il resto morì nel incendio.

Dal punto di vista organizzativo, si sono fatti molti studi per capire i motivi di questa tragedia e le cause per le quali nessuno seguì il leader.

Weick analizza il caso e spiega alcune ragioni del disastro.  I vigili del fuoco pensavano di trovarsi davanti ad un tipico incendio e si organizzarono per fare ciò che erano abituati a fare, individualmente.  Tutti credevano che stavano facendo la cosa giusta.  Il comportamento del leader sembrava folle:  Attaccare un incendio con un altro incendio? Certo è che il fuoco cerca combustibile per avanzare e consumare tutto quello che può, e se c’è una zona consumata è un buon posto per rimanerci ed aspettare che l’incendio faccia la sua strada.  Il leader aveva avuto una eccellente idea.

Come spiega Weick, questo caso dimostra che davanti ad un cambiamento contundente e critico, è difficile avere la possibilità di prevedere al di là dello immediato.  Quando i vigili sentirono l’ordine di lasciare i propri strumenti di lavoro, hanno anche smesso di essere i professionisti che formavano un team “ad Hoc” e passarono ad essere vittime che cercavano di salvarsi.  Quasi nessuno ebbe la creatività necessaria e l’abilità per gestire il cambiamento davanti ad uno scenario inaspettato.

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